Il 25 aprile non è una festa

Pensieri provinciali

… ad assistere con un misto di frustrazione e rabbia all’esplosione di gioia, in certi salotti giornalistico-intellettuali, alla notizia del sequestro Moro. (Giovanni Fasanella, Il puzzle Moro)

La mattina del giovedì 16 marzo del 1978 io ero in classe. Frequentavo la terza liceo scientifico. Ero seduto nell’ultimo o penultimo banco della terza bancata a destra di fronte alla cattedra, quella accostata alla parete. A metà della mattinata la lezione di filosofia è interrotta dall’ingresso del bidello, non ricordo chi fosse, che annuncia alla professoressa il rapimento di Aldo Moro.

La classe scoppiò in urla di esultanza.

Avevamo 16 anni, chi poco più, chi poco meno. Non capivamo un emerito nulla di politica, di interesse nazionale, di senso dello stato. Eravamo tutti presi e trascinati dai nostri ormoni. La testa imbevuta come una spugna delle idee che erano senso comune. E di conseguenza esultammo a quella notizia.

Eravamo la…

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