DOPO LA TRAGEDIA DI GENOVA: QUESTIONE MORALE E VITALE

La catastrofe di Genova, come tutte le tragedie annunciate che riguardano, in crescendo, la cronaca del nostro Paese, non può ancora una volta essere elusa di fatto, dopo un poco di rumore e rimbalzo di responsabilità.

Sono morte ancora delle persone, ignare del pericolo incombente del vivere e circolare, come ogni giorno periscono lavoratori che non fanno più ritorno alle loro famiglie.

Non si tratta, Presidente Mattarella, di accertare con severità delle responsabilità specifiche, che comunque interesseranno i competenti iter di indagini preliminari e inchieste giuridiche ed anche informative: si tratta invece, con severità, di cambiare registro completamente.

Questo va fatto al di là dei comunicati di circostanza e della relativa onda emozionale, se vogliamo prendere atto realisticamente della gravità della situazione in cui versano la manutenzione complessiva e la sicurezza sull’intero territorio nazionale, per opere vetuste, nel caso più benigno.

Oltre il lutto che, ancora una volta, diventa il protagonista assoluto della scena, esistono tre aspetti fondamentali da affrontare:
• UNA QUESTIONE MORALE
• UNA QUESTIONE DI ALLARME DI MESSA IN SICUREZZA DI CENTINAIA DI OPERE 
• UNA GRANDE OPPORTUNITA’ CONCRETA DI SVILUPPO

Il ruolo dei Patrioti Costituzionali è quello di segnalare, insieme ad altri, il problema e concorrere ad indicare percorsi e soluzioni attuabili. A patto che se ne affrontino con determinazione e coraggio scelta politica e nuova progettazione.

La domanda semplice e diretta è questa, ed è onestamente e chiaramente al di là di ogni schema riduttivo identitario e di vetusta appartenenza politica, “rivoluzionario” in quanto vero e diretto:

SONO PIÙ IMPORTANTI LE VITE UMANE O I MERCATI, AI QUALI TUTTO ASSOGGETTARE FIDEISTICAMENTE?

È PIÙ IMPORTANTE DARE UNA SPINTA STRATEGICA E FONDAMENTALE ALLA DOMANDA INTERNA E ALLO SVILUPPO REALE O SCEGLIERE IL PROFITTO (questo si “RAZZISTA”) DI POCHI?

Più importante suicidarsi e continuare ad accanirsi su una TAV, nata probabilmente zoppa in Val di Susa… o lanciare un piano straordinario di interventi su tutto il territorio nazionale e provvedimenti severi (questi sì)
per re-internalizzare servizi privatizzati e aspetti strategici “regalati”, come le autostrade?

Si può voltare pagina e risolvere i veri problemi creando un enorme indotto di Lavoro serio, utile e dignitoso.
Tutto questo comporta una scelta necessaria: ma nessuno ce la regalerà, men che mai le nostre storicamente inette classi dirigenti.

Chiamiamo a una seria mobilitazione su tali concrete proposte: su una Nuova Profonda QUESTIONE ETICA-MORALE!
Dipende da tutti noi superare steccati, scetticismo, ozio, superbia, tendenza a fare le mosche cocchiere, per concentrare gli sforzi, sia su una nuova progettazione, sia per farla decollare, insieme ad un impegno collettivo e diffuso.

Le cose enunciate non saranno possibili senza un concreto svincolo dalla UE come gabbia efficace per ogni spinta sovrana e popolare: dalla parte degli interessi generali.

Andiamo a conquistarci la nostra nuova primavera, nel nome dei padri.

I Patrioti Costituzionali

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