“De labore solis”: SULLA POSIZIONE DEL CSPPC RISPETTO ALL’ATTUALE GOVERNO IN CARICA 5 STELLE-LEGA

di Luca Massimo Climati

Relazione per il seminario del 13 Ottobre 2018 – Hotel Portamaggiore – Roma

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  1. Premessa politica

La posizione dei Patrioti Costituzionali nei confronti dell’attuale governo ha come unico punto di partenza la scelta del migliore scenario, realista, che permetta il processo di riacquisizione delle tre sovranità (Popolare- Nazionale-Monetaria) e la re-internalizzazione ed aggiornamento dei processi nei diritti sociali, le conquiste e le ricette Keynesiane che hanno caratterizzato, in parte non del tutto affermata, iltrentennio glorioso dei Padri, dopo il riscatto della Resistenza Popolare e Liberazione (1945-1977 circa).

  1. Il governo di “compromesso”

Intendiamo identificare l’attuale come un “Governo di Compromesso” determinato dal rapporto di forze tra i ceti produttivi, i pensionati i disoccupati e masse pauperizzate (fantasmi per i sinistrati) autoctone, e gli interessi finanz-capitalisti e le oligarchie facenti da tempo riferimento alla UE come forma continentale ed area geopolitica di dominio. Tale sostanziale e sostantiva Oppressione, del quale il nostro popolo tutto paga le conseguenze prima e dopo il 2002, essendo stato un lungo processo, partito almeno dalla fine del “trentennio glorioso”, usa soltanto come copertura formale il termine Europa, non perseguendone minimamente principi etici, di scambio positivo e costruttivo o di rispetto di radici spirituali, culturali, storiche e sociali.

IL Popolo d’Italia, la Maggioranza destinata probabilmente a crescere e compattarsi ancora, ha identificato, in questo momento e passaggio storici, la Lega ed il Movimento 5 Stelle, come quelle forze di sintesi e rinnovamento, “diverse” come era il PCI, O POPOLARI COME era la DC, capaci di compore una sostanziale

evoluzione del “Compromesso Storico” come autodifesa di interessi generali, nei confronti della consolidata tendenza al tradimento e reazionaria delle classi dirigenti e privilegiate italiane, ma anche dello strapotere oggi finanziario e multinazionale, oltre che “di aree di influenza o imperialismo” (sarebbe meglio parlare non di stato imperialista delle multinazionali, ma di sovra-impero finanziario e multinazionale, drenato da un risorgere delle non assopite competizioni geopolitiche).

Tale Maggioranza nel/del Paese è completamente osteggiata da tutto l’apparato mediatico privato – finanziario globalista, dalla stragrande maggioranza dell’apparato interno statale e burocratico e da una fetta consistente di Confindustria e da tutti i settori privilegiati ed anche criminali o contigui

A livello elettorale politico, però, questa enorme forza multinazionale e potente esprime una minoranza politica che non è in grado di esprimere la minima controffensiva che non si fondi sulla paura, superstizione e sul ricatto.

La “sinistra italiana”, nella sua rappresentazione moderata o estrema, non fa che fungere da quinta colonna a tali interessi impopolari: le grida infondate al fascismo ed al razzismo, non fanno che costituire la parte strillonica di tale schieramento. Comunque un male lo determinano: consiste nel non recitare, da parte della sinistra radicale, un ruolo storico di egemonia culturale, capace di spingere, come noi verso le riforme keynesiane ed i diritti sociali. Essi tifano per il crollo del governo, non comprendendo quanto tale crollo determinerebbe un consegnare al peggio le sorti del Paese, dei giovani, e di tanti essere umani, salute compresa dei territori.

Una partita in corso che non permette di non ricorrere allo spirito Partigiano che è nella nostra semenza; NOI CI SCHIERIAMO!

 

  1. Le quattro fasi, dal 4 dicembre 2016 a oggi

Non ripeteremo abbastanza che dal 4 dicembre 2016, data del Referendum Costituzionale vinto, è come fossero passati 10 e passa anni; la metà dalle scorse elezioni politiche 6 mesi circa fa, il 4 marzo scorso.

Per comprendere l’evoluzione degli avvenimenti ed il loro logico susseguirci, identificheremo 4 tappe-fasi:

  1. A) Vittoria del NO il 4 dicembre 2016

Il 4 dicembre 2016 si realizza la sconfitta del tentativo finale di smantellamento Costituzionale, CONCEPITO IN MANIERA GOFFA, per conto dei poteri oligarchici, dal governo Renzi, ultima tappa dell’ultimo processo di mutazione genetica del Post PCI-PDS-DS-PD, PARTITO GUIDA E GARANTE DI TALI POTERI, MEGLIO DEL CENTRO/DESTRA, nell’alternanza bi-partisan pro UE AL CONTROLLO POLITICO GOVERNATIVO IN ITALIA.

Tale occasione fu principalmente caratterizzata da tre aspetti:

  • l’occasione di dare adito alla faida interna di D’Alema e Bersani, unitamente al rialzo della posta del fronte sinistrato escluso;
  • l’occasione di un rilancio della destra berlusconiana, ex AN e di quella estrema;
  • soprattutto il grande segnale del malessere sociale diffuso e il primo grande rigetto delle politiche liberiste affamatorie.

L’oggetto puro del referendum e la conoscenza del suo contenuto, come la difesa costituzionale ha avuto un ruolo marginale, cosa che probabilmente può essere compresa soltanto adesso: le élite “convegnare” costituzionali, ma anche sovraniste hanno di fatto svolto un ruolo marginale.

Ma già da allora gli architravi politici furono il Movimento 5 Stelle insieme ad una Lega che con Salvini, anche sponsorizzato dalle ridicole e provocatorie contestazioni centrosocialare, capaci soltanto di fargli aumentare simpatie in Italia, varcava il Po’ per vestire panni sovranisti nazionali, intercettando il malessere soprattutto dei ceti medi impoveriti e degli imprenditori tartassati e minacciati dalla globalizzazione. Sullo stesso versante, il movimento 5 stelle, che aveva scontato un arresto parziale sull’amministrare le grandi città, dopo l’avanzata del 2015, diventava sempre più, specie al centro-sud, il riferimento dei giovani precari e dei settori nuovi diseredati e socialmente atomizzati: un grande quasi-lumpen-proletariato ma cognitivo e disperato, successore di fabbriche decentrate, un estinto movimento operaio, ma erede Popolare.

  1. B) Il diluvio del 4 marzo 2018: La prima resa dei conti

Il 4 rischia di diventare un numero maledetto per gli oligarchi UE e i loro servi, ma santo per il Popolo d’Italia e la difesa e completa ri-valorizzazione della Costituzione sacra del 1948.

Le elezioni del 4 marzo 2018 decretano la sconfitta forse definitiva del PD e parimenti di Forza Italia, ovvero delle forze responsabili maggiormente del “Venticinquennio infame”.

La sinistra-sinistrata radicale non fa che coronare la sconfitta del vecchio-incapace-tradimento di ideali e progetti popolari e sociali insieme al rigetto dei cosmopolitismi e dei diritti civili da salotto ed aperitivo nei quartieri di tendenza.

Si dimezzano i voti dei nati defunti Arcobaleno e Frustrazione Civile, in un processo di eterna auto-giustificazione sino alla follia odierna e al fiele schizzato ovunque al posto di un’analisi seria, o il minimo sforzo interpretativo umile del conflitto sociale reale e non simulato o testimoniale, nel caso migliore.

Il 4 marzo sancisce anche la fine del decennio sovranista d’élite; ne trasmette la parte migliore nel contributo, tuttavia, notevole, di molti intellettuali confluiti nelle compagini vincitrici, soprattutto nella Lega.

Altre liste minori, conflittuali con la dittatura UE, (Lista del Popolo, FSI nel LAZIO alle REGIONALI, Partito comunista personale di Rizzo o altri) ed aventi bozze Patriottico-Sovraniste, non vengono nemmeno percepite.

Conclusione: dopo il 4 marzo 2018, i Patrioti Sovranisti Costituzionali debbono fare i conti con la volontà Popolare e dove si esprime, salvo scomparire più di quello che sia già agli atti ed in atto.

… Si avvia la parte relativa alla formazione del nuovo governo in Italia: non facciamo in quei giorni che imbatterci in pendolini, cartomanti, astro-chiromanti politici da baraccone: tutti a sentenziare fregnacce abissali o desiderata poi rivelatisi illusioni perdute.

 

… Alla fine, come sostenuto dai Patrioti Costituzionali, come unica logica conclusione, forzature a parte, si avvia l’iter per la formazione di un governo 5stelle –Lega diretto da un presidente del consiglio neutro ma amico: il prof. Avv. Conte

 

  1. C) 27 maggio / 3 giugno 2018: Il diktat di Mattarella. La reazione Popolare e lo scatto d’orgoglio. L’avvio del governo di “compromesso “

 

Sul MEF e sul ministro esteri in secondo piano si è tenuto in quei giorni lo scontro decisivo tra mandato UE e finanzcapitalista (la subordinazione ai mercati…) e intento del pregresso accordo e patto di governo giallo-verde.

Il terribile bolscevico Savona, uomo espertissimo e per tutte le stagioni di finanza, dentro al cuore dello stato e dei macro-indirizzi, diventa “la pietra dello scandalo”, soltanto per saggezza euro-scettica e apprezzabile pentimento, avente assai valore in un uomo anziano ed esperiente.

Mattarella, imponendo il suo NO al MEF, dichiara pubblicamente la subordinazione del Paese ai mercati, al vero governo extra-nazionale, chi stia saldo al comando, l’assoluta persa sovranità italiana.

Il RE È NUDO!

REAZIONE POPOLARE. SI SPACCA IL FRONTE REAZIONARIO TRA MODERATI E OSSESSI: NASCE IL SOVRANISMO DI MASSA ITALIANO!

Di fatto i due leader “per caso” – eroi malgrado tutto – Salvini e Di Mao, frenano una reazione di piazza che comunque non avrebbe “sollevato” un fico secco e rilanciano per il governo.

NASCE, IL DUE GIUGNO (IN SOSTANZA), IL GOVERNO DI “COMPROMESSO” DOVE GLI EURISTI CONSERVANO DUE-TRE CASEMATTE, SOPRATTUTTO MEF E ESTERI.

MA 5 STELLE E LEGA POSSONO CONTARE SU UNA AMPIA MAGGIORANZA E UN GRANDE SOSTEGNO POPOLARE, IN CRESCITA, SONDAGGI EDULCORATI A PARTE.

 

Comincia lo scioglimento finale di Forza Italia, sempre più partito, come il PD renziano, di belle signore replicanti e incapacità di cogliere nulla che sia al difuori di una affannosa copertura di privilegi a scapito dell’interesse generale.

Di contro, il PD diventa quasi il portavoce del governo, paradossalmente, cadendo accecato “dal cielo”, come tutti i poteri in caduta libera, ma in modo ancor meglio marxianamente farsesco, non riuscendo a concepire un minimo di opposizione credibile.  “Quando si sputa veleno e stracci per l’aria…ricasca tutto in terra…

C2) “le prime mosse del governo”

Le prime mosse del nuovo esecutivo rivelano, ad una attenta osservazione, molta prudenza ma un netto indirizzo innovativo. Tale indirizzo si intravede, per ora, sostanzialmente in tre mosse-quattro cardinali-iniziali:

  • Decreto dignità
  • Braccio di ferro con navi ONG e atteggiamento criminale UE
  • Depistaggi umanitari dei sinistrati, strumentalizzazioni e grida a un fascismo-razzismo immaginario
  • Vertenza ILVA
  • Tendenza sul DEF da verificare prossimamente

Aspetto centrale? Anche si tratti, nel caso del decreto dignità, di piccolissimi passi, comunque si può evincere UNA QUARANTENNALE CONTROTENDENZA, RISPETTO ALLE PASSATE POLITICHE DI COMPRESSIONE SALARIALE, PRECARIZZAZIONI E FLESSIBILITÀ

Anche la riduzione delle aperture domenicali, nei centri commerciali ove si articola meglio la disperazione umana metropolitana e il valium di massa col cemento protagonista di vita insieme al dialogo con lo smartphone (dead), costituisce quasi un primo messaggio di valenza etica e spirituale.

 

Tutto questo avviene in un continuo clima di false notizie stampa confezionate per auspicare divisioni nella maggioranza, certamente possibili, ma non immediatamente all’ordine del giorno. Non si può escludere un raffinato gioco delle parti differenziate, in seno al governo ed ai due partiti che lo compongono. Tutto da verificare: senza danze tribali sinistrato-identitarie per auspicare una caduta che sarebbe una vera iattura per tutti. L’incoscienza all’opposizione… non la fantasia…

 

  1. D) 14 agosto Stragedimercatoa Genova con il crollo del ponte e del “privato is beautiful”

La tragedia di Genova costituisce un nuovo salto di presa di coscienza Popolare, che già al livello embrionale si era visto dopo il “No” di Mattarella e i diktat da Bruxelles, pregni di vero razzismo verso noi Italiani “mandolino-spaghetten”.

Il Paese si risveglia e si rende conto del disastro sia strutturale che ambientale ed economico; un terribile sacrificio che nella sua catarsi comincia a liberare un sentimento diffuso nuovo che dobbiamo intercettare con intelligenza e impegno.

Si affaccia nell’agenda governativa, ancora influenzata da vulgate liberiste, la volontà di drenare lo strapotere del privato e monopolio in settori strategici.

La spinta propulsiva di esternalizzazioni e privatizzazione riceve il primo sostanziale, probabile, grande fermo. È forse possibile un’inversione di tendenza.

Il tema della Nazionalizzazione, “proibito” per quasi più di 30-35 anni, risorge insieme alla consapevolezza che un grande piano straordinario di intervento ri-sanatore, di messa in sicurezza, prevenzione idrogeologica e nuove utili infrastrutture (non la inutile TAV) sarebbe capace, oltre che di salvare vite umane e migliorare qualità della vita DI COMPORTARE UN SALTO POSITIVO E STRATEGICO DELLA DOMANDA INTERNA, FINANCO AGGREGATA, IN MACRO-ECONOMIA.

 

CONCLUSIONI

 

Piuttosto che l’analisi logica dei parzialissimi, nel parzialissimo tempo, risultati del governo attuale, salvo aborrire un altro (modesto) passo sulla scacchiera, sempre per superstizione in fondo identitaria e liceale da collettivo politico, pensiamo fosse necessaria l’analisi concreta della concreta situazione e del dialettico susseguirsi degli avvenimenti.

L’analisi dei rivoluzionari, nel solco dei padri e della loro prima umile madre di tutte le annunciazioni, deve anticipare la prassi; non deve rimanere sterile accademia e sfoglio perfezionistico, superbo e arido della margherita, ma cogliere contraddizioni e segnali diffusi.

Deve vivere e pulsare insieme al nostro popolo, servendolo con gioia, faticosa passione e gentile coraggio.

Non conta tanto sapere, certo anche questo, dove vada un governo: conta dove vada il nostro Popolo.

Tutto quello che è conveniente in questo cammino va attuato, sostenuto e condiviso, senza mitizzarlo.

I Patrioti Costituzionali, in questo contesto, sostengono, l’attuale governo Conte, 5 Stelle/Lega, monitorando la situazione e senza precipitosi commenti, rispetto a una complessa situazione.

 

Riteniamo non ci sia il minimo spazio per qualsiasi desiderio velleitario di comporre una sinistra Patriottica; pensiamo si riduca in nuove sconfitte e frustrazioni o in un moto perpetuo del nulla.

Siamo convinti nel TIRARE LA FUNE, costruendo un’egemonia politica di profonde radici, portando con noi il meglio del Socialismo, del Cristianesimo Sociale e del Comunismo come forme di liberazione e coniugate in un paradigma valido per il XXI secolo: UNA NUOVA SPIRITUALE FUTURA UMANITÀ; UN NUOVO SVILUPPO CIRCOLARE; UNA VALORIZAZIONE DI OGNI RISORSA UTILE, DI IMPRESA, DI LAVORO, DI INGEGNO INNOVATIVO.

EQUILIBRIO AL POSTO DI DOMINIO E MONOPOLIO E GOVERNO DEGLI OPPOSTI, COME UN GRANDE SIMBOLO DEL TAO.

 

E CHE SIA QUELLO DELLA LIBERAZIONE!

 

INFLUENZARE L’AGENDA GOVERNATIVA CON NAZIONALIZZAZIONI, RIFORME KEYNESIANE, RE-INTERNALIZAZIONI, CENTRALITÀ DI RICERCA E SCUOLA SARÀ IL NOSTRO VERO OBBIETTIVO.

 

Per l’Italia e il nostro Popolo!

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