CRUCIGIFE ITALIAM!

di Federica Francesconi

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Ieri la laica Inquisizione d’Europa si è riunita per emettere il verdetto di condanna con il quale colpire il governo eretico italiano. “Non era mai successo prima” ha commentato Moscovici riferendosi alla manovra economica che disattende i diktat della Troika. Per legittimare la bocciatura della manovra la Commissione europea ha dichiarato di essere preoccupata per i contraccolpi che essa avrà sul popolo italiano. Scaltri e melliflui fino al midollo i tecnocrati europei. Anche quando ci fu da decretare il default della Grecia gli eurocrati disumani si espressero in termini molto simili. Loro non vogliono che i popoli europei soffrano, perciò impongono misure che li fanno soffrire il quadruplo. Miracoli della neosofistica eurocratica. Ma una grossa parte dell’elettorato italiano ha compreso che dietro le braghe dei tecnocrati si nasconde una coda lunga 2 m. Secondo un recente sondaggio il 56% degli italiani intervistati vuole uscire dall’UE, e il dato è destinato a salire.

Secondo la Commissione europea, che Dio ci protegga da essa, la manovra economica del governo è una deviazione senza precedenti. E lo è. È una deviazione in direzione del recupero della dignità di un popolo al quale la laica Inquisizione vorrebbe somministrare la ricetta genocida a suo tempo somministrata al popolo greco. È una deviazione nella direzione dell’affermazione del primato della persona e dei suoi diritti sull’economia. È una deviazione in direzione di un timido recupero, certamente non sufficiente, della sovranità nazionale, o di quel che rimane di essa. È una deviazione da un gioco al massacro voluto dai piani alti dell’alta finanza e dall’FMI. Sia benedetta ogni deviazione dalle aberrazioni di Bruxelles! Ogni crocifisso per eresia è destinato a risorgere nella gloria. Che sia anche questo il destino del popolo italiano? Solo il tempo ce lo dirà.

Perché l’élite europea è così terrorizzata dalla disubbidienza del governo italiano in materia di rispetto dei parametri di Maastricht? Perché rappresenta il primo incidente di questo tipo. Sei anni fa il traditore Tsipras, che oggi è tutto baci e abbracci coi bastonatori del suo popolo, dopo aver inscenato una falsa ribellione con tanto di referendum popolare, decise di inchinarsi per baciare lo stivale dei gerarchi europeisti. Le conseguenze nefaste derivanti dalla desistenza della classe politica greca sono sotto gli occhi di tutti. I governi tecnici che hanno preceduto quello giallo-verde non furono da meno; indefettibili verso la dottrina eurocratica come mai nessuno prima di essi, sacrificarono i diritti dei popoli, che peraltro non rappresentavano, ai teoremi spazzatura della Troika, che possono essere sintetizzati in quanto segue: meno diritti sociali, zero futuro, zero ripresa economica. Eppure quella lezione qualcuno deve averla appresa se oggi in Italia abbiamo al governo una nuova classe politica non più disposta a baciare il crocefisso deviato dell’élite europea. Il giocattolino delle minacce ad intermittenza si è rotto. A romperlo è stato il governo italiano, il quale non ne vuole sapere di fare penitenza per essere reintegrato nella comunità dei deviati.

Credo che molti, anche tra i simpatizzanti del governo giallo-verde, non abbiano colto la portata storica di una manovra economica che sconfessa le direttive di una banda di criminali in giacca, cravatta e fiaschetta nella tasca. Tutt’al più bisogna aspettare qualche mese per capire se il governo in carica reggerà al gioco al massacro che da oggi la Banda Bassotti di Bruxelles innescherà per schiacciarlo. Se gli esponenti di punta del governo, coadiuvati da Savona e da altri economisti euroscettici, reggeranno, riscriveranno la storia dell’Unione Europea. Se invece cederanno, scriveranno la storia della morte del popolo che rappresentano.

Un paradigma, quello del neoliberismo, è stato colpito frontalmente. Sarà impossibile per l’oligarchia europeista andare avanti facendo finta di niente. Anche perché altri Stati potrebbero emulare il coraggio del governo italiano. I mercati, inoltre, sembrano non essere stati troppo scossi dall’annuncio della bocciatura della manovra italiana. Cade così miseramente un teorema, quello che vuole i mercati ipersensibili a ogni oscillazione di umore della Troika. E se anche i mercati iniziano a snobbare le minacce della Troika significa che l’organismo chiamato UE è caduto in un grave stato comatoso, dal quale forse non uscirà.

L’UE è oramai un serpente che si mangia la coda. Ogni sua azione gli si ritorce contro. Giusta fine per un’entità che nel corso dei decenni ha tradito le sue autentiche aspirazioni di pace e giustizia per diventare lo strumento per il trapianto in Europa della dottrina economica neoliberista. Questo in risposta a chi sostiene che per raddrizzare il corso inaspettato dell’involuzione dell’UE è sufficiente modificare i trattati europei. A parere di chi scrive la modifica dei trattati europei non risolverebbe alla radice i mali che l’UE incarna. Di per sé i trattati possono essere interpretati, e quindi applicati, in maniera tendenziosa ed unilaterale, come infatti è stato fatto con la manovra economica del governo italiano. Quando un organismo muore non ci si può disfare della carcassa e tenere gli organi vitali. È la Troika il cuore dell’UE. Sono la BCE e la Commissione Europea i suoi organi vitali, ai quali spetta l’applicazione dei trattati con un ampio margine di discrezionalità, come dimostra l’indulgenza mostrata dagli stessi verso la manovra economica del governo francese, che come quella italiana sfora il pareggio di bilancio. Per uccidere un vampiro che succhia il sangue ad altri esseri viventi occorre piantargli un paletto nel cuore, altrimenti esso non solo non morirà, ma cibandosi del sangue delle sue vittime non farà altro che rafforzarsi diffondendo così sofferenze e morte intorno a sé. L’Europa, insomma, va dissolta prima che sia lei a dissolvere i popoli del cui sangue si ciba.

Si dice che il serpente muoia ingoiando il suo stesso veleno. Direi che questa figura rappresenti bene l’autodistruttività dell’UE. Chi di economicismo ferisce di economicismo perisce. Non sarà certo la deriva autoritaria che la Troika sta assumendo a fermare il processo di disintegrazione in corso dell’UE. Più l’UE assumerà un volto autoritario più accelererà la sua disintegrazione. Non ci resta dunque che aspettare e goderci lo spettacolo fino all’ultimo.

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